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Pap test: cos'è, a cosa serve e come si effettua

Pap test: cos'è, a cosa serve e come si effettua

Il Pap test è un esame che consente di rilevare i cambiamenti nel collo dell'utero ad uno stadio iniziale, individuando l’inclinazione a sviluppare un tumore. Con l'introduzione di questo esame si interviene tempestivamente a ridurre la mortalità per il tumore del collo dell'utero.

Bisognerebbe svolgerlo con regolarità, ogni tre anni, da tutte le donne dopo l'inizio dell'attività sessuale, in ogni caso, a partire dai 25 anni di età.

A cosa serve il pap test?

Il Pap test è preventivo, si esegue poiché questa patologia neoplastica è la seconda più frequente dopo quella alla mammella. Questa malattia è caratterizzata da una lenta crescita, che la rende curabile se diagnosticata per tempo. Nelle fasi iniziali, il tumore del collo dell'utero non causa segni o sintomi, per questo è importante la prevenzione con gli screening.

Come ci si prepara prima di effettuare il pap test

Prima di effettuare il Pap test è utile conoscere le regole di preparazioni, per non pregiudicare l’esito dell’esame:

  • Sospendere trattamenti con ovuli o candelette vaginali almeno nei due giorni precedenti;
  • Evitare lavande vaginali interne;
  • Evitare bagno in vasca;
  • Evitare rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti;

Il Pap test non può essere eseguito durante il periodo mestruale.

Pap test: come si effettua?

L'esecuzione del Pap test non è dolorosa, il medico inserisce lo speculum nella vagina, in seguito con una speciale spatolina e un bastoncino cotonato, raccoglie svariate cellule dagli strati più superficiali del collo dell'utero e del canale cervicale.

Queste vengono strisciate su un vetrino, cosparse di reagente e inviate al laboratorio per l'esame citologico. L'analisi al microscopio del campione permette di individuare eventuali cellule con caratteristiche pre-tumorali o tumorali, sulla base del loro grado di atipicità, di stimare il livello di danno tissutale.

Risultato dell’esame del pap test

Quando l'esame ha esito negativo, significa che non sono state individuate lesioni. Si consigliai di ripetere l’esame dopo tre anni.

Quando l’esame risulta positivo, significa che l'esame citologico ha appurato la presenza di cellule anomale, in questo caso bisogna eseguire ulteriori accertamenti. Per prima cosa, la donna è invitata a sottoporsi ad unacolposcopia. Ilginecologousa un apposito strumento, chiamato colposcopio, che permette di illuminare il collo dell'utero e di vederlo ingrandito; così facendo è in grado di confermare la presenza di lesioni e valutarne l'estensione ed eseguire un esame bioptico.

La biopsia consiste in un piccolo prelievo di tessuto dal collo dell'utero, da sottoporre all'esame istologico di conferma, per avere le caratteristiche esatte delle lesioni sospette.

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